martedì 3 marzo 2015

Papà!

Questa mattina Marito si è alzato con noi, cosa che accade raramente, poiché di solito scappa via presto per andare al lavoro, mentre io e Polpetta ci svegliamo un po' più tardi. Mi ha lasciata nel mio bozzolo caldo sotto le coperte e si è occupato di Polpetta.
Mentre mi crogiolavo al calduccio ascoltavo la vocina di Polpetta che chiacchierava con il suo papà mentre in bagno si preparava, quindi sono venuti da me a darmi il bacio del buongiorno.
I loro sorrisi caldi sono stati la sveglia più bella, questa mattina; mentre emergevo dal letto, sono scesi in cucina a fare colazione, mentre io mi preparavo ascoltando le loro voci allegre. (Oggi era giorno di analisi, per me. Niente colazione..)

Il rapporto tra Polpetta e Marito è altalenante. Ci sono momenti in cui Polpetta sfida il suo papà e momenti in cui lo cerca, per avere un complice nelle sue avventure. Giusto giusto ieri ridevamo di gusto mentre Polpetta si trasformava in un aeroplano e il suo papà lo faceva volare. Altre volte ascoltano insieme la musica e cantano, mentre uno suona la chitarra giocattolo di Polpetta e l'altro suona il tamburello.
In altri momenti Polpetta vuole solo me, mandando via il suo papà. Marito ci resta un po' male e io lo rassicuro, ricordandogli che, anche se la mamma è una figura affettiva importante, anche il papà è fondamentale nello sviluppo affettivo di un bambino.

La presenza paterna, infatti, è molto importante per lo sviluppo del bambino, in quanto assolve a funzioni particolari che determinano alcuni aspetti della personalità del figlio, anche se il padre non è il padre biologico del piccolo.
Paternità, infatti, non combacia sempre con la generatività. Esistono padri autentici senza aver generato.
La figura paterna, all'interno del contesto familiare, è vitale per lo sviluppo del bambino tanto quanto quella materna. Il bambino, infatti, instaura una relazione con la figura paterna  già nei primi mesi di vita, anche se l'attaccamento nei suoi confronti si svilupperà secondariamente. Il papà non è solo l'agente protettivo che fa si che la madre si possa dedicare al bambino, ma è anche la figura che ha altre funzioni peculiari.
Oltre a fungere da agente protettivo tra il mondo e la diade madre bambino dei primi mesi, la figura paterna è quella che interrompe tale simbiosi, permettendo al figlio di acquisire una sua individualità, tagliando così il cordone ombelicale psicologico che lega la mamma al bambino. Ciò avviene verso i due anni di vita del bambino, quando è in grado di differenziare chiaramente le attese tra ciò che può venirgli da uno o dall'altro genitore e la figura paterna diventa sempre più importante, con compiti sempre più complessi, per cui il sentimento che il bimbo rivolge al padre si integra nella vita affettiva e costituisce un ingrediente necessario alle forze complesse che contribuiscono alla formazione del suo carattere e della sua personalità.

Superata la fase edipica, il padre non è più colui che separa madre e figlio, ma diventa l'eroe, la figura da imitare per il figlio, fa scoprire alla figlia la sua femminilità e la sua somiglianza con la madre. Ecco qui la terza funzione fondamentale della figura paterna: funge da mediatore con il mondo circostante,permettendo ai figli di sviluppare la propria personalità in virtù del loro sesso e delle regole sociali che esso impone.
In questa fase il ruolo della madre è fondamentale per la percezione che il figlio ha della figura paterna: essa è il primo mediatore al rapporto con il padre, che ne favorisce l'identificazione.

Il grado di autorevolezza che il padre riesce ad instaurare con il proprio figlio è importante per lo sviluppo della personalità di quest'ultimo.
Studi psicologici hanno infatti sottolineato quanto figure non autorevoli creino problemi nello sviluppo della personalità dei figli.
I figli di padri deboli, spesso, hanno problemi di riuscita sociale, a livello scolastico e successivamente a livello lavorativo. Padri troppo autoritari, al contrario, producono producono problemi di anti socialità nei figli.
Per questo motivo è importante che i padri siano autorevoli, cioè devono trovare il giusto mezzo tra autorevolezza e permissività, per permettere al figlio di comprendere serenamente cosa può fare e cosa non può fare, quali siano i comportamenti socialmente accettabili e quelli inadeguati.

Anche l'assenza paterno ha ripercussioni sullo sviluppo del bambino. Se la figura paterna manca nel primo anno di vita del bambino la sua assenza è traumatizzante per la mamma, soprattutto se il padre era colui che donava amore, sicurezza, tranquillità, mentre successivamente influisce sullo sviluppo della personalità del bambino.
L'assenza della figura paterna, però, può benissimo essere sopperita dalla presenza di una figura di riferimento maschile altrettanto valida che prenda il posto del padre naturale assente. Un nonno, un amico, uno zio, un nuovo compagno, possono essere comunque figure di riferimento valide per la mamma e il figlio, proprio perché la paternità non è necessariamente legata alla generatività, bensì alla disponibilità a mettersi in gioco e assumere le veci del padre naturale.

Marito è un bravo papà. Spesso ci confrontiamo sull'educazione di Polpetta, su come è meglio agire, cercando sempre di essere in accordo e coerenti con le scelte che facciamo, supportandoci a vicenda e facendo fronte comune quando Polpetta tenta di passare da un genitore all'altro per trovare un alleato contro il genitore che in quel momento sta attuando un intervento educativo
La cosa che adoro di più di Marito, però, è la sua capacità di giocare, di essere un eroe e compagno di giochi per Polpetta. La domenica mattina si immergono sotto le coperte del lettone, bisbigliando e ridacchiando nella loro grotta. Io a fianco li ascolto sonnecchiando, pensando a quanto siamo fortunati Polpetta, Micronano nel pancione ed io ad avere Marito nelle nostre vite.

6 commenti:

  1. Eccomi il papà è fondamentale per la mamma e per il bambino, non può essere altrimenti. A volte io faccio l'errore di non lasciargli spazio o di correggere le cose che fa mentre invece se la cava benissimo e con la sua presenza costruisce un rapporto unico e speciale.

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  2. Sono un po' di parte... w i papà! :-D

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  3. non avendo avuto un papà presente io ....... e conoscendone le mancanze reali .... dico che è fondamentale avere un padre al proprio fianco concuisi litiga si gioca e si cresce.....mamma e papà sonoimportantissimi ...... ilpapà diventa unidolo e i miei figli sono fortunati ad avere unpapà come il loro ....

    veronica

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    1. Hai ragione. Un genitore non potrà mai essere sostituito al 100%, però credo anche che ci possano essere delle figure che, almeno in parte, fanno del loro meglio per colmare quel vuoto. :)

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  4. La figura del papà è fondamentale, sia per noi mamme che per i bambini. E' importante il rapporto e la complicità che si viene a creare tra padre e figli. Mentre per noi mamme è importante avere una figura al nostro fianco.

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  5. Pur non sminuendo la figura del papà concordo con te, possono essere di riferimento nella vita di un bimbo anche altre figure (del parentame e non).

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