Educazione: la nostra sfida! #educhiAMO



Quando una coppia decide di intraprendere il viaggio della genitorialità, si assume non solo il compito di avere un bambino, ma anche quello di educarlo.
L'idea di educare un bambino può spaventare i genitori, perché, in fondo, è un compito complesso e che ha ripercussioni sul futuro del bambino e della persona che sarà.


Anche se nessuno nasce genitore e, per quanto ci si sia preparati alla genitorialità cercando di leggere libri, andando a conferenze tenute dagli esperti, cercando le risposte ai mille dubbi educativi che colgono un genitore, educare non è un compito arduo. Io credo che nulla sia più bello di poter educare un bambino.

Educare, dal latino ex ducere, significa tirare fuori. A me piace di più il significato che dava Socrate all'educazione, coniando il termine maieutica. Questa parola che la madre di Socrate, levatrice, aveva ispirato al filosofo, è per me pura poesia: significa arte di generare, come una madre genera il proprio bambino, così l'educatore genera la persona.

In cosa consta, quindi, l'educazione? Cos'è esattamente?
Educare non vuol dire solo imporre regole, essere dei generali che inculcano nei figli un addestramento per la vita.

Educare, a parer mio, è un qualcosa di più poetico.

Quando si educa un bambino non si può ignorare il rapporto affettivo che si instaura con lui. L'affettività, infatti, svolge un ruolo importante della vita di un individuo e in una relazione educativa non si può affatto prescindere da questa componente psichica che investe le azioni consce ed inconsce di una persona.

Noi genitori amiamo profondamente i nostri figli ed educarli, per me, è un atto d'amore.
Noi educhIAMO i nostri bambini perché li amiamo.
Li formiamo, insegnamo loro le piccole cose della vita, concorriamo alla formazione globale della loro persona e della loro personalità.

Ogni gesto, ogni pensiero, ogni azione diretta ai nostri figli ha un significato educativo, tutto educa in una relazione. Non solo le parole o le regole (che non possono mancare in educazione, perché le regole insegnano a vivere in un contesto sociale)ma anche i gesti, gli sguardi, le coccole e le carezze: l'educazione passa attraverso la relazione.

Giorno dopo giorno mi accorgo di come i miei bambini, come spugne, assorbono tutto da me e Marito: imparano anche se noi non siamo consci di educarli.
Svegliarli con un bacio la mattina, rispettarli, supportarli, amarli... Sono tutte azioni che concorrono a creare la loro persona e la loro personalità.

Non bisogna aver paura del compito di essere genitori.
Educare non è poi così difficile, nè deve essere legato a teorie scritte.
In fondo le nostre nonne non sono andate a scuola di genitorialità, eppure sono riuscite a svolgere il loro compito egregiamente!

Educare vuol dire ascoltare i nostri bambini ed il nostro cuore. Vuol dire si, informarsi, apprendere teorie pedagogiche, ascoltare il parere degli esperti.
Ma i veri esperti dei nostri figli siamo noi. 

Educare, per me, è tirare fuori il meglio dai nostri figli, aiutarli a sviluppare le loro personalità, spingerli a coltivare passioni, stimolare la loro intelligenza, tenerli per mano nel cammino che li condurrà verso la persona adulta che saranno. Educare è un atto d'amore, significa accettare ciò che sono i nostri figli, capire che non sono le persone che ci siamo immaginati quando erano nel pancione, ma capire che sono unici, originali, splendidi.

Tempo fa, ad un campo di formazione capi agli scout si discuteva di educazione. Io, studentessa universitaria di Scienze dell'educazione, innamorata dell'educazione e di ciò essa che può fare, avevo descritto i bambini come delle ametiste. 
I nostri figli sono come ametiste: chiuse possono sembrare sassi anonimi, ma se li apriamo.... Oh! Quali meraviglie nascondono!
Confesso che allora ero stata un po' presa in giro per la mia definizione, ma non mi è importato. La mia idea non è mai cambiata: i bambini sono meravigliosi. Dobbiamo solo scoprirli!
Giorno dopo giorno i miei bambini confermano le mie parole. Ogni giorno scopro in loro un aspetto, una sfumatura che non avevo mai osservato.
Sono un gioiello da scoprire, che possiamo stimolare, educando con amore, affinché possano diventare meraviglie scintillanti, sviluppando a pieno le loro potenzialità.

Se educhiamo con il cuore ed amiamo i nostri figli, li ascoltiamo, li osserviamo, se usiamo l'istinto, cogliamo il meglio da libri, teorie, consigli che ci vengono dati e li adattiamo all'unicità dei nostri bambini, sapremo essere dei genitori sufficientemente buoni. 
Non saremo mai genitori perfetti, nè avremo mai figli perfetti, ma, in fondo, la perfezione non è umana.
Saremo genitori e figli imperfetti, ma ricchi di amore e felici.
Ed amore e felicità educano di più di qualsiasi parola scritta sulla carta.

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Commenti

  1. Ciao! Che bel post...mi hai commossa e fatta riflettere. In un periodo in cui, a parer mio, pochi genitori educano veramente i propri figli, il tuo post è pieno di speranza, amore e saggezza. Grazie!
    Manuela

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    1. Grazie a te per le tue bellissime parole!

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  2. Quanto amore e quanta consapevolezza traspaiono dalle tue parole!

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  3. Bellissime parole, piene d'amore! Davvero fai molto riflettere. Grazie

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  4. Traspare tanta passione per l'arte educativa e amore per la vita. Per me educare è amore per la vita!

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  5. Mi hai fatto riflettere molto: spesso mi sento insicura, mi chiedo mille volte se sto facendo bene il mio "lavoro" di genitore, il grosso dei miei dubbi derivano dal fatto che non vedo il bambino rispondere secondo le mie ASPETTATIVE. Mi sto facendo anche molte domande al riguardo: e se lui, a 3 anni, avesse un percorso alternativo da compiere? Se dovessi solo iniziare ad aiutarlo a mettere in luce quelle meraviglie che in lui già ci sono? Vabbè, mi sto buttando sul filosofico, ma è il tuo post che ci porta a farlo, secondo me :D

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    1. Guarda, le tue domande sono le stesse che mi pongo pure io.
      Ci sono giorni in cui Polpetta non è come vorrei io e mi innervosisco. Allora mi fermo e cerco di leggere i suoi comportamenti e capisco che lui non è me. Lui è Polpetta ed ognuno è a sè.
      Così aggiusto il tiro o cerco nuove strategie,
      Essere genitori è questo: sperimentare e trovare il modo giusto per educare partendo da come sono i nostri bambini.
      E le cose che vanno bene per Polpetta, non vanno per Pulcino! 😁

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  6. Adoro la definizione di maieutica di Socrate e mi piace moltissimo che poni in relazione l'educazione con l'affettivita'!
    Bacioni.
    Ketty

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  7. Adoro la definizione di maieutica di Socrate e mi piace moltissimo che poni in relazione l'educazione con l'affettivita'!
    Bacioni.
    Ketty

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