giovedì 16 marzo 2017

Smettere di allattare




Ho smesso di allattare Pulcino.
Non era previsto, non me l'aspettavo, eppure abbiamo compiuto questo grande passo verso la sua autonomia.

Pulcino è sempre stato un bambino ad alto contatto, ha sempre adorato l'allattamento ed è stata una delle sue attività preferite per venti mesi. Si, lui è un bambino ad alto contatto, io una mamma che ha deciso di ascoltare il suo bambino, di fidarsi di lui e di allattare a richiesta, fregandomene di pregiudizi, commenti a volte poco carini, e di chi mi diceva che ero esagerata e che avremmo dovuto smettere ancora tanto tempo fa.

Chi legge il mio blog da tempo saprà che allattare Pulcino non è stato una passeggiata.
Ingorghi mammari e candida all'inizio del l'allattamento ci hanno messi in seria difficoltà. L'estate rovente del 2015 è stata dura per il mio bambino, nato proprio quando è esploso il caldo e chiedeva di essere allattato ogni ora giorno e notte perché era accaldato ed aveva sete o perchè stava facendo uno scatto di crescita.
Lo svezzamento è stato difficile perché il mio bambino ha faticato ad accettare il cibo solido ed ancora oggi ha dei gusti molto difficili.

L'allattamento ci ha salvati quando l'influenza intestinale rischiava di disidratarlo, ci ha consolati quando aveva la febbre alta e stava male, ha appagato il mio bambino nelle buie notti in cui l'eruzione dei dentini lo faceva soffrire.

Sebbene l'allattamento non sia una passeggiata, ho amato allattare i miei bambini. Allattare a richiesta ed ascoltare i loro bisogni mi ha permesso di conoscerli in profondità, di creare un legame speciale con loro, di trascorrere insieme momenti di pura intimità solo per noi due.

Allattare era il mio momento di coccola, mi rilassavo, mentre lui succhiava ed io osservavo la sua perfezione e mi stupivo del fatto che potesse crescere così bello grazie al mio latte. Che miracolo l'allattamento!

Ascoltando i miei bambini le poppate si sono piano piano diradate senza traumi. 

Per entrambi i miei bambini smettere di allattare è stato un passaggio graduale ed indolore.
Se Polpetta dormiva tutta notte sin da quando aveva due mesi e mezzo, la poppata della sera era la più importante di tutte.
Abbiamo eliminato quella del pomeriggio, dopo pranzo, quando ha iniziato l'inserimento al nido ed abbiamo creato una routine per l'addormentamento che ha accettato subito. 
Tanto sapevamo entrambi che avevamo il nostro momento speciale prima della nanna la sera.

Polpetta adorava il momento di coccola della sera. Verso la fine del l'allattamento, però, mi sono resa conto che era più un piacere che un reale bisogno. Una sera sono uscita con le amiche, per festeggiare l'8 marzo e lui si è addormentato con papà senza alcun problema. La sera dopo abbiamo provato ad addormentarci senza il latte della mamma, ma con il bicchiere con il beccuccio pieno di acqua. Sebbene non ne fosse proprio felice, si è addormentato senza grossi problemi. Ed allora la sua routine era questa: io e lui, accoccolati uno accanto all'altra, mentre lui beveva la sua acqua ed io lo coccolavo. Poi si appoggiava al mio petto e si addormentava.

Io, al contrario, ho pianto per alcuni giorni. Mi sentivo in colpa perché avevo paura di aver tolto al mio bambino qualcosa di importante.
In realtà Polpetta era sereno e non ha più chiesto di essere allattato. Aveva 22 mesi.

Per Pulcino mi ero immaginata qualcosa di differente.
Volevo terminare con lui l'avventura dell'allattamento a 22 mesi come il fratello, ma il destino ha deciso diversamente.

Sono uscita il venerdì sera con le amiche e lui si è addormentato sereno con il papà senza svegliarsi nel cuore della notte per essere allattato, come faceva di solito.

Il giorno dopo, quando ci siamo stesi sul lettone, non ha chiesto il seno ed io non l'ho offerto. Da alcune settimane non si sveglia la notte ed ho pensato di ascoltarlo.
Non voleva essere toccato, solo che cantassi la ninna nanna e che stessi lì con lui, appoggiato a me. Si è addormentato sereno. E l'allattamento è finito così.

Ho pianto anche questa volta. 
Non mi ero preparata, è stata una cosa improvvisata. Eppure ho ascoltato il mio bambino ed abbiamo compiuto un passo avanti verso l'autonomia.
Ho pianto perché è finita, per me, un' esperienza unica, bellissima. So che non si ripeterà più. 
Ma so anche che non solo il mio latte ha donato la vita ai miei bambini, ma che ci ha donato un bagaglio di emozioni indescrivibili che rimarranno impresse nella mia mente e nel nostro cuore.

Ma come smettere di allattare?


In realtà, non ho la formula magica.
Ciò che posso fare è quello di consigliare a mamma e bambino di ascoltarsi. 
Non c'è il modo giusto, non c'è il momento giusto. L'allattamento è un' esperienza talmente personale ed unica che non ha un vero e proprio manuale di istruzioni.

L'importanza della gradualità

La sola cosa che posso consigliare, è di smettere di allattare in modo graduale. La gradualità permette al seno di calibrarsi e previene ingorghi mammari e mastiti. Smettere di allattare in modo graduale aiuta il bambino a trovare altre risorse per alimentarsi, tramite lo svezzamento, ed altri modi per coccolarsi e rassicurarsi.

Per entrambi i miei figli ho usato la gradualità e, devo dire, che ci siamo trovati benissimo. 
Si sa, ogni diade madre-bambino è unica, per cui deve trovare da sè la sua strada, ma il consiglio che mi sento di dare è quello di fidarsi del proprio bambino e di lasciarsi guidare dall'istinto.

Non troppi cambiamenti per volta 


Un altro consiglio che mi sento di dare è quello di non smettere di allattare quando ci sono in ballo cambiamenti importanti nella vita del bambino come un ambientamento, un trasloco, il rientro al lavoro da parte della mamma o qualsiasi cosa che modifica la routine familiare.

Smettere di allattare non è una passeggiata. Credo che le emozioni più forti le provi la mamma: dubbi, sensi di colpa, incertezze possono mettere in crisi una mamma che decide di smettere di allattare. I bambini, a volte, sono più resilienti di noi. In fondo per loro è giunto il momento di crescere e di provare nuove esperienze. Noi mamme, che vorremmo che i nostri momenti speciali con i nostri piccoli non finiscano mai, che amiamo i nostri bambini così tanto, facciamo fatica, soffriamo. Ma la consapevolezza di aver fatto qualcosa di speciale per i nostri bambini ci consolerà.

P.S. Questo post è scritto basandomi sulla mia esperienza personale e sui miei sentimenti.
Ci sono mamme che non amano allattare al seno, che non si sentono di fare questa scelta per vari motivi. Ci sono anche mamme che non allattano al seno perchè per loro non è possibile. Credo che sia importante rispettare le madri che scelgono di allattare al seno come le mamme che, invece, allattano con il latte artificiale.
La cosa importante è che ogni madre sia serena, qualsiasi sia il tipo di allattamento che sceglie per sè e per il proprio bambino. 


6 commenti:

  1. Ho allattato sia Leo che Teresa per quasi due anni ciascuno ed è stata un'esperienza bellissima che ringrazio il cielo di aver potuto vivere. Interrompere in entrambi i casi non è stato semplice, l'ho fatto gradualmente ma sotto l'aspetto emotivo per me il distacco ha pesato non poco, specialmente con Teresa, primo perché non è stata una scelta voluta ma costretta da un intervento che ho dovuto affrontare, secondo perché mentre con Leo la speranza di avere un altro figlio la coltivavo e quindi sapevo che avrei allattato di nuovo, con lei no, e l'interruzione è parsa ancora più definitiva. In entrambi i casi non sono ricorsa a medicinali per inibire la produzione di latte, come so che fanno in molte, tutto è successo da se, come era venuto se se è andato...se ci penso guarda ancora mi commuovo

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    1. Ti capisco: io ho avuto 3 figli, per il primo ho pensato come dici tu, che avrei allattato ancora. Per la seconda ho fatto più fatica, pensavo fosse l'ultima, mi avvicinavo ai 40 anni. Poi invece abbiamo fatto la terza. Ed è stato un regalo che ci siamo fatti e che la fortuna ci ha permesso. Adesso ha 3 anni e ciuccia ancora prima di dormire. Non ho seno, le tette sono sparite, eppure latte ne esce ancora, misteri della natura. Voglio smettere ma l'istinto a farlo non ce l'ho, e lei nemmeno :(

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    2. Sai anch'io seno zero...mai avuto nemmeno in gravidanza si gonfiava magicamente prima della poppata, poi pluf piatta come prima!!!

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  2. Vorrei scrivere un libro a questo proposito........
    I nostri percorsi sono stati molto simili, sopratutto per i pianti una volta smesso ^__^ ma onestamente non mi sono mai sentita in colpa. Hanno scelto loro quindi penso che LORO erano pronti.... Non lo ero io ma poco importa!!
    Allattare è un'esperienza così gratificante per entrambi che è una delle più belle della mia vita!!! E' così bello sapere che attraverso il mio latte i miei figli sono potuti crescere così bene, per non parlare della comodità!!!
    Invece, sebbene rispetto al massimo la scelta, non capisco come facciano certe donne consapevolmente a rifiutarsi di allattare.......
    Ce ne sono UNA MAREA che lo vorrebbero tanto e invece per vari motivi non riescono a darne nemmeno una goccia!!!! Ecco, mi sembra tanto un discorso egoistico però io sono INNAMORATA dei figli e farei di tutto per loro!!!!
    Buona giornata!!!!
    Kisssssssssssssssssssssssssss

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  3. I primi due figli hanno davvero smesso loro: li attaccavo e poco dopo se ne andavano incuriositi da altro. Lo dico onestamente perché, grazie alle tue parole e a quelle di chi ha commentato prima di me, so che non sarò giudicata: non volevo smettere. Io non ero pronta. Ma loro sì, e ho dovuto accettarlo e assecondarli. Insistere sarebbe significato forzarli, sentirmi in colpa e commettere un grande errore. Sono venute altre cose, milioni di risate, per dirne una: non quelle risate che si salta da parti opposte del letto, ma risate che portano vicini, appiccicati e complici. E poi letture, abbracci, altre coccole. Il problema è l'ultima, l'ultima di tutto: l'ultima di latte, di lettini e sonnellini, di passeggini, da prendere in braccio, l'ultima in casa con me, l'ultima di troppe cose. Lei non è pronta, io le propongo di smettere e lei invece vuole il latte. Sa addormentarsi benissimo con altri e la notte non si sveglia. Sono anche sicura che se le imponessi di smettere ce la farei con poche lacrime (sue). Ma aspetto che si stufi lei, e così rimando. Ma se lei non si stuferà mai???

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  4. Nessuno arriva ai 18 anni attaccato al seno della mamma!
    Secondo me, quando sarà pronta, lo sentirai.
    C'è un libro che mi ha consolata, aperto la mente e dato tantissime risposte. È il libro "e se poi prende il vizio?" Di Alessandra Bortolotti. Magari lo conosci già. Ma credo che ogni mamma lo dovrebbe leggere! 😊

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