venerdì 24 marzo 2017

La natura insegna




Spesso amiamo trascorrere le domeniche pomeriggio presso il nostro amatissimo lago di Garda e sederci sulla riva a giocare tutti insieme. Non importa che sia primavera, estate autunno o inverno... Andiamo in ogni stagione. Basta essere vestiti in modo adeguato e che ci sia una bella giornata.

mercoledì 22 marzo 2017

La temutissima fase dei morsi: come gestirla?

-immagine tratta dal web-



È pomeriggio, dopo una giornata di lavoro andiamo a prendere il nostro bambino al nido e scopriamo che ha ricevuto un morso o che, orrore, è proprio il nostro bambino che ha morsicato un compagno.

La temutissima fase dei morsi mette in ansia le mamme: sia le mamme delle vittime dei morsi, che le mamme dei morsicatori.

Perché i morsi al nido mettono in ansia le mamme?


Perché non possono controllare ciò che succede, non conoscono le dinamiche che hanno portato al morso e si chiedono come proteggere i loro bambini dai chi li ha morsi o come insegnare ai propri figli a non morsicare.

Spesso, poi, le educatrici vengono criticate dalle mamme perché non riescono ad arginare il fenomeno dei morsi ed i bambini che mordono, una volta identificati, vengono bollati come i morsicatori seriali e diventano vittime di commenti poco piacevoli, una volta a casa.

Se, da un lato, a volte per un'educatrice è impossibile fermare il bambino che morde (non lo si può tenere legato, ed è umanamente impossibile arrivare a prendere al volo il bambino che, dall'altra parte della stanza, sta per mordere un compagno) dall'altro è difficile impedire che il bambino morda.

La fase dei morsi, infatti, appare tra i 18 ed i 24 mesi del bambino, ed è legata all'aggressività.

Lo psicanalista Winnicott diceva che "l'aggressività fa parte dell'espressione primitiva dell'amore ed è legata all'oralità del bambino, all'esperienza sia fisica che mentale della fame, al piacere, al nutrimento ed alla sua insoddisfazione, che genera frustrazione, rabbia, e ostilità ed il desiderio di distruggere proprio l'oggetto di desiderio e di amore".

L'aggressività, quindi, fa parte della natura umana ed è sana, va solo educata, perché se mal gestita può diventare energia distruttiva per il bambino e per gli altri.

Ma perché un bambino morde?

Un bambino morde perché prova un'emozione fortissima, non sa ancora parlare, si trova ancora nella fase orale e l'unico modo che conosce per sfogare la rabbia e la frustrazione è il morso.
Non è detto, comunque, che il morso sia legato esclusivamente alla rabbia. A volte il morso sfoga un bisogno inespresso del bambino che può essere legato a dinamiche difficili da interiorizzare vissute a casa o al nido, può indicare il bisogno di attenzione da parte dell'adulto o, semplicemente, stanchezza, fame, sete...

A volte Pulcino tenta di mordere Polpetta.
Polpetta sta giocando con un gioco che vuole proprio Pulcino, magari è stanco ed ha anche un po' di fame perché è sera ed è ora di cena. Ecco che scatta l'aggressività, il piccolo è frustrato perché non può prendere il gioco che il fratello tiene in mano e quindi apre la bocca in cerca di Polpetta e cerca di morderlo.
Abbiamo spiegato a Polpetta che il fratellino è piccolo, non si sa ancora spiegare bene e che se tenta di morderlo ci deve chiamare.
Ecco quindi che Polpetta scappa per la stanza inseguito dal fratello che vorrebbe morderlo, mentre il mio bambino grande chiama aiuto.
Noi interveniamo sgridando Pulcino dicendo: "Non si morde! Questo gioco lo sta usando tuo fratello, se ci vuoi giocare lo chiedi senza mordere ed aspetti il tuo turno. Appena avrà finito, Polpetta te lo darà."

Se Pulcino morde il fratello lo allontaniamo dal contesto e lo sediamo un pochino, spiegandogli che non si morde. Se, invece, riusciamo a salvare Polpetta prima del morso, cerchiamo di mediare e di dare un gioco alternativo a Pulcino. Se, nonostante il dialogo Pulcino non desiste dal suo intento, lo prendiamo in braccio e lo distraiamo.

I bambini piccoli, che ancora non sanno parlare, portano dentro di sè emozioni talmente forti che non riescono a gestire.


Ciò che possiamo fare noi genitori è dare un nome alle loro emozioni (rabbia, frustrazione, tristezza...) e spiegare loro che non c'è nulla di male nel provarle, ma che si possono esprimere in modo alternativo, senza ricorrere a morsi ed aggressività.

Quando poi i nostri bambini inizieranno a parlare, saranno in grado di esprimere il mondo che portano nel cuore e la fase dei morsi passerà.

In sostanza, quindi, come gestire la fase dei morsi?


1- se il bambino morde, insegnargli in modo fermo che mordere non è la soluzione al problema spiegandogli che si può esprimere con la voce.

2- insegnare al proprio bambino che è normale provare emozioni forti come rabbia e frustrazione. Aiutarlo a mettersi nei panni del bambino che ha subito l'aggressione, facendogli capire che il morso fa male.


3- spostare il bambino dalla situazione frustrante che lo porta a mordere: sederlo su una sedia per un pochino lo aiuterà ad uscire dalla situazione emotivamente molto forte ed a concentrarsi su altro.

4- non colpevolizzare il bambino per il gesto del morso, ma spiegargli che mordere è un'azione che non va compiuta per nessun motivo.

5- portare tanta pazienza. La fase dei morsi è destinata ad esaurirsi quando il bambino uscirà dalla fase orale e sarà in grado di esprimere i suoi bisogni a parole.

Quando un bambino morde, non prova mai piacere, ma sa che il suo gesto non è accettabile ed è spaventato da ciò che è successo. Con l'amore dei genitori imparerà a gestire le situazioni frustranti e ad esprimersi, chiedendo aiuto all'adulto.

Amiamo i nostri bambini, cerchiamo di capirli. Se impariamo a metterci nei loro panni ed a leggere nei loro gesti, con empatia, riusciremo a guidarli in questa fase della loro crescita così complessa e delicata.

lunedì 20 marzo 2017

Scintille di Gioia 20.03.2017



Questa settimana è stata una settimana di grandi cambiamenti: non allatto più Pulcino e Marito ha cambiato lavoro.

La routine della sera si è modificata e Pulcino ed io stiamo ancora cercando il rituale giusto. Se alcune sere si vuole ancora addormentare abbracciato a me nel lettone, altre sere preferisce accomodarsi con me sulla sedia a dondolo, come quando ci addormentiamo insieme nel pomeriggio.

Il cambiamento di lavoro di Marito comporta il cambiamento di orari e routines di tutti noi. Per ora sono passati solo due giorni lavorativi, vedremo come riusciremo a riassestarci tutti. Ho un po' di ansia, perché non so se riuscirò a sostenere i nuovi ritmi ed a portare avanti la casa e gestire i bambini da sola, dato che col nuovo lavoro Marito torna a casa ad ora di cena e lavora il sabato mattina. 
Ormai mi conosco: sono come i bambini del nido! Mi serve un po' di tempo, ma poi mi ambienterò.

Oltre ai cambiamenti, come sempre, la settimana mi ha donato delle bellissime Scintille di Gioia. Siete curiosi di conoscerle?

1- mercoledì ho visto la mia mamma. Non ci vediamo quasi mai, per cui abbracciarla e sentire che è reale, andare con lei a prendere i bambini a scuola e passare insieme alcune ore mi ha resa felice.

2- domenica ho finalmente incontrato un'Amica speciale, Nicoletta del blog Reinventata Mamma. Scrivere un blog mi ha permesso di conoscere persone eccezionali e trovare nuove amicizie. Vederci di persona, trascorrere qualche ora insieme è stato meraviglioso!

3- domenica pomeriggio Marito ed io abbiamo portato i bambini in un negozio di fiori e qui abbiamo visto un pesco nano in fiore così carino che non abbiamo potuto esimerci dal comprarlo. I bambini erano felicissimi! La primavera è arrivata ed è giunta l'ora di tornare a curare il nostro giardino pensile. Chissà cosa ci donerà quest'anno!


E voi? Avete vissuto Scintille di Gioia?
Se volete partecipare, le regole sono queste:

Come fare?
1- utilizzando l'hastag #scintilledigioia condividete con una foto su Instagram, Facebook, Twitter e/o un post sul blog tre momenti felici vissuti la settimana precedente;
2-nominate il mio blog e date le istruzioni su come partecipare;
3- invitate chi volete a partecipare a questo bellissimo gioco;
4- inviatemi i vostri momenti felici alla mail fiorellinosn@gmail.com mettendo come oggetto "Scintille di Gioia", in modo che io non me ne perda nemmeno uno!

venerdì 17 marzo 2017

Il ruolo di padre

-immagine tratta dal film "Il re leone" Disney-


La figura del papà, nell'ultimo secolo, è cambiata molto nella nostra società.
Da figura patriarcale, di capofamiglia, che si dedicava principalmente di mantenere la famiglia con il lavoro, si è modificata in figura affettiva che collabora attivamente con la madre nella cura dei figli.

giovedì 16 marzo 2017

martedì 14 marzo 2017

Perchè il mio bambino, dopo un buon ambientamento, piange quando lo saluto la mattina?

-immagine tratta dal web-


La settimana scorsa, quando ho portato Pulcino al nido, non è entrato in sezione sorridente come sempre. Si è stretto a me, ha fatto fatica a salutarmi. 
Io l'ho stretto al mio petto, gli ho dato un bel bacio e gli ho detto che sarebbe stata una bellissima giornata e che, la sera, sarei tornata a prenderlo. Quindi l'ho affidato alle braccia della sua educatrice. Lui aveva la faccina a cucchiaino ed i lucciconi. Io ho sorriso e l'ho salutato ancora dicendogli "ciao Amore mi! Divertiti! Ci vediamo oggi pomeriggio!"

lunedì 13 marzo 2017

Scintille di Gioia 13.03.2017




E' domenica sera e, come spesso accade, pensare al lunedì mattina mi intristisce. Credo che questo sia uno dei motivi per cui mi piace scrivere le Scintille di Gioia proprio la sera della domenica: ripercorrere i momenti felici della settimana mi riempie di aspettative per i giorni che mi aspettano la settimana successiva.